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Dietro l'obiettivo: rispondo alle domande più frequenti che mi fanno

Quante ore di fotografo servono? Come costruire la giornata di nozze

Sposi su una terrazza di pietra visti attraverso una finestra, con le colline sullo sfondo — fotografia di Andrea Mortini
5 min di lettura

C'è una domanda che arriva quasi sempre nelle prime conversazioni con le coppie che mi scrivono, subito dopo la data e la location: "Quante ore di fotografo ci servono?"

Di solito la fanno con un po' di timidezza, come se stessero chiedendo un favore. Invece è la domanda più intelligente che possiate pormi, perché dietro un numero si nasconde il modo in cui verrà raccontato il vostro giorno. Rispondo sempre allo stesso modo: partiamo dalla vostra giornata, non dal pacchetto.

Sposa in vestaglia di pizzo durante i preparativi, mentre le viene allacciata la scarpa — fotografia di Andrea Mortini

Il Tempo È Parte del Racconto

Faccio il fotografo da tredici anni e sono cresciuto nel reportage, dove nulla si costruisce: si aspetta, si osserva, si respira insieme alla scena. Ma per aspettare serve tempo. Le fotografie più belle di un matrimonio quasi mai arrivano nei momenti annunciati. Arrivano ai margini: una mano che sistema un velo, un padre che guarda la figlia in silenzio, un abbraccio fuori programma tra due amici.

Le ore di copertura, quindi, non sono "ore di scatti". Sono ore di presenza. Più ampia è la finestra, più ricco è il racconto, e meno dovrete pensare a me.

Costruire la Giornata, Momento per Momento

Non esiste una timeline valida per tutti, ma esiste una logica. Ve la racconto come la vivo sul campo.

I preparativi: un'ora e mezza, meglio due. È l'inizio della storia e il momento più intimo: le scarpe sul davanzale, il bouquet, le mani della sposa tra quelle della madre. Trucco e capelli quasi sempre vanno oltre l'orario previsto, e se vi preparate in due luoghi diversi il tempo raddoppia. Non toglietelo a questa parte: non si può ricostruire dopo.

La cerimonia: da mezz'ora a un'ora. Un rito civile in villa dura poco. Una cerimonia religiosa, o un rito simbolico con letture in più lingue, richiede molto di più. Qui non c'è nulla da pianificare, solo da esserci.

I ritratti di coppia: venti-trenta minuti. Non voglio che diventino una sessione staccata dal matrimonio. Preferisco una passeggiata, una pausa che vivete davvero, nel tardo pomeriggio quando la luce si fa dorata. A giugno il sole tramonta dopo le nove di sera, in autunno molto prima: la stagione cambia l'intera timeline.

Sposi che camminano mano nella mano tra i cipressi, in bianco e nero — fotografia di Andrea Mortini

Aperitivo, cena e festa. Tra brindisi, discorsi e taglio della torta passa più tempo di quanto si pensi. E il momento in cui la festa si accende, con il primo ballo, i genitori e gli amici che prendono la pista, arriva quasi sempre nelle ultime ore.

Sei, Otto o Dieci Ore?

Sei ore funzionano per matrimoni intimi, sotto i cinquanta invitati, con tutto nello stesso luogo. Coprono cerimonia, ritratti, aperitivo e una parte della cena, con un breve tratto di preparativi.

Otto-nove ore sono la misura che consiglio più spesso. Permettono di partire dai preparativi con calma, vivere la cerimonia, fare i ritratti con la luce giusta e arrivare a discorsi e primo ballo.

Dieci ore o più servono se volete l'intera giornata, dalla mattina al taglio della torta, o se cerimonia e ricevimento sono in luoghi diversi e gli spostamenti pesano molto sul tempo e sulla logistica.

Un consiglio pratico: guardate la giornata al contrario. Fissate l'ora in cui vorreste fosse stata scattata l'ultima fotografia e tornate indietro. Spesso il numero emerge da solo.

Villa in pietra vista dall'alto di sera, con il giardino illuminato per la festa — fotografia di Andrea Mortini

Tre Errori che Vedo Spesso

Sottovalutare i preparativi. Si ritaglia mezz'ora, poi il trucco finisce tardi e la parte più intima del racconto si accorcia.

Rubare i ritratti all'aperitivo senza un piano. Gli ospiti vi cercano, voi correte, nessuno si gode il momento.

Togliere ore alla fine. Il primo ballo e la festa sono il punto in cui le emozioni si sciolgono. Fermarsi un'ora prima significa perderle.

Le Domande che Mi Fate Più Spesso

Meglio il first look o niente?

Se vi emoziona vedervi per la prima volta all'altare, non toglietevelo: non chiedo mai di cambiare ciò che siete. Il first look libera tempo per i ritratti prima della cerimonia e vi permette di stare con gli ospiti all'aperitivo. È una scelta di cuore prima che di timeline.

Meglio un secondo fotografo?

Dipende. Con molti invitati, due location o preparativi in contemporanea, un secondo fotografo permette di essere in due posti nello stesso momento. E soprattutto è un "back-up" vivente se dovesse succedere l'impensabile, ma da professionisti dobbiamo essere pronti anche per questo genere di evenienze.

Cosa succede se la giornata va oltre l'orario?

Succede, e non è un problema. Parliamone prima: la gestione delle ore extra viene scritta con chiarezza nel contratto, così nessuno deve pensarci mentre festeggia.

Serve un incontro prima del matrimonio?

Per le coppie straniere lo consiglio sempre, anche in videochiamata o con una sessione di fidanzamento. Ci si conosce, si rompe il ghiaccio, e il giorno delle nozze davanti a voi c'è un amico.

E se festeggiamo più giorni?

Sempre più coppie vivono un weekend intero: cena di benvenuto, rito, festa in piscina il giorno dopo. Si può coprire una sola giornata o più momenti, anche solo due o tre ore per quelli che non vorreste perdere.

Il fotografo ha bisogno di mangiare?

Sì, viene scritto anche nel contratto: avere una "base" appartata dove poter ricaricare le batterie sia dell'attrezzatura che personali fa la differenza tra un fotografo presente e uno stremato.

Se state costruendo la vostra giornata e volete capire insieme quante ore servono davvero, scrivetemi. Sarò felice di ascoltarvi, di guardare la timeline con voi e di raccontare la vostra storia.

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